Future Ibovespa opera vicino alla stabilità, distaccata dall’estero; le merci pesano

I futures Ibovespa operano leggermente al rialzo all’inizio della sessione di negoziazione di martedì (10). Alle 9:25 il contratto di giugno è salito dello 0,09%, a 104.703 punti, seguendo in parte quanto visto nel pre-mercato americano.

Lì i futures recuperano parte dei forti ribassi degli ultimi giorni, anche se gli investitori continuano a posizionarsi con cautela, con il timore di un’economia mondiale stagnante insieme a un forte rialzo dei prezzi. Il contratto Dow Jones in scadenza a giugno è in rialzo dello 0,65%, l’S&P 500 è in rialzo dello 0,70% e il Nasdaq è in rialzo dell’1,10%.

Ieri il Dow Jones e l’S&P 500 hanno chiuso ai livelli più bassi dell’anno. L’indice Nasdaq è andato oltre, regredendo al livello di marzo 2020.

“I mercati azionari internazionali sono positivi in ​​mattinata, con un leggero calo del tasso di interesse sul decennale americano al 3,01%, alleviando parte della pressione al ribasso. Ciononostante, le preoccupazioni per la stretta monetaria e il rallentamento dell’economia globale rimangono nel radar, riflettendosi sul rendimento del Treasury a 10 anni, che potrebbe continuare a causare volatilità nel breve termine”, commenta XP Investimentos, nel suo rapporto. chiamata mattutina.

Anche in Europa il trend è di ripresa, con gli investitori alla ricerca di opportunità in mezzo al sell-off degli ultimi giorni. Il DAX tedesco è in rialzo dell’1,30%. Il FTSE del Regno Unito è salito dello 0,61%. CAC 40, dalla Francia, e STOXX 600, dall’intera Eurozona, sono aumentati rispettivamente dell’1,39% e dell’1,01%.

Nel Vecchio Continente, invece, il mercato guarda alla possibile attuazione di un embargo totale sul petrolio russo, ancora incerto. Il ministro francese Clement Beaune ha annunciato che i membri dell’Unione europea potrebbero raggiungere un accordo sulla questione questa settimana. L’approvazione del provvedimento dovrebbe rafforzare le prospettive di stagflazione per la regione.

I principali indici asiatici, tuttavia, hanno proseguito in una tendenza al ribasso, riflettendo la sessione di negoziazione di ieri in Occidente, con le società tecnologiche che sanguinano: le azioni Tencent sono scese del 2,30% e Alibaba (BABA34) del 4,81%. L’HSI di Hong Kong è sceso dell’1,84%. Nikkei, dal Giappone, e Kospi, dalla Corea del Sud, hanno registrato cali dello 0,58% e dello 0,55%, in sequenza. L’indice di Shanghai della Cina continentale, tuttavia, è riuscito a sfuggire alla caduta ed è salito dell’1,06%.

Nonostante il rialzo della borsa di Shanghai, il prezzo del minerale di ferro è sceso del 4,12% nel porto di Dalian, a 597,66 dollari la tonnellata. Anche il greggio ha una giornata in ribasso, con il Brent di luglio in calo dell’1,08% a $ 104,80.

In Brasile, la futura Ibovespa riflette i verbali di vendita al dettaglio e di Coom

Sul fronte domestico, la Banca Centrale ha in precedenza diffuso il verbale del Comitato di politica monetaria (Copom), che fornisce dettagli sulle interpretazioni dei membri dell’attuale scenario economico.

“Nella decisione di politica monetaria, il punto 18 ha richiamato l’attenzione in cui si afferma che ‘è opportuno che il ciclo di stretta monetaria continui ad avanzare in modo significativo in un territorio ancora più restrittivo’”, ha sottolineato Fabio Louzada, economista e amministratore delegato di Eu me banco. “Questo mi fa credere che la Banca Centrale seguirà un altro falco e continuare ad aumentare i tassi di interesse”.

La Banca Centrale ha anche espresso preoccupazione per lo scenario mondiale – che include l’aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, il blocchi in Cina e la guerra in Ucraina, che ritengono possa mantenere l’inflazione alta più a lungo.

Oltre al verbale, l’Istituto brasiliano di geografia e statistica (IBGE) ha riferito che le vendite al dettaglio sono aumentate dell’1% a marzo, rispetto a un consenso dello 0,40%. La crescita, pur mostrando un’economia riscaldata, può essere interpretata anche come un possibile impulso a prezzi elevati.

La curva dei rendimenti brasiliana ha comunque un sollievo. Il DI con scadenza gennaio 2023 vede il suo tasso scendere di quattro punti base al 13,25%. Il DI di gennaio 2025 vede il suo rendimento ritrarsi di sette punti, al 12,37%. Sul lungo termine, i contratti per il 2027 e il 2029 vedono il loro rendimenti scendono rispettivamente di otto e sette punti al 12,24% e al 12,35%.

Il dollaro commerciale opera vicino alla stabilità, con un calo dello 0,06%, R$ 5,153 negli acquisti e R$ 5,154 nelle vendite.

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